mercoledì 21 dicembre 2011

La casta politica e la crisi: un ventennio di fatti.

Romano Prodi
20 anni fa, dopo che il governo Prodi cadde in seguito alla loro crisi politica interna, si riandò alle elezioni. Del tesoretto di allora, mediaticamente parlando non si seppe che fine fece. Si ripresentò un imprenditore milanese che da poco aveva fondato un partito suo da qualche anno e stava presentando una crescita esponenziale, come avvenne per la sua azienda. Sì perché questo piccolo uomo ha da niente creato un potere imprenditoriale non indifferente, partendo dalle tv per poi toccare rami come giornali e banche. Come è ben noto a tutti quest'uomo, grazie la legge "porcellum", ha vinto le elezioni ed è salito al governo ed è stato per diversi anni venendo pure rieletto, fino a che dopo oltre 10 anni di indagini e persecuzioni personali, si è dimesso quest'anno. Non prima però aver fatto delle leggi a proprio interesse, si perché questa persona che ha mani in pasta, in barba al conflitto di interessi è stato libero di farsi le leggi dove ha avuto propri tornaconti personali. Ora c'è il governo Tecnico capitanato da Monti.
Silvio Berlusconi
Questo "signore" è altrettanto gentile che per il bene dell'Italia ci sta martellando di tasse, senza però stimolare lo sviluppo sociale. Sta massacrando i cittadini lavoratori di tasse e controtasse.. e la casta politica e quella ben agiata?
Quella ovviamente non viene toccata anzi a tal proposito anche loro meritano attenzione. Sì perché oltre i loro stipendi che non vogliono adeguarla alla media europea (mentre le nostre tasse invece si) si rifiutano di tagliarsi vitalizzi e pensioni sostanziosi che solo un mese del loro stipendio è pari ad un anno di lavoro di un operaio!
Alessandra Mussolini
La Mussolini tuona che noi siamo "cattivi" che vogliamo farli soffrire perché vogliamo che pure loro stringano la cinghia! Noi cattivi? 
I politici si sono dimenticati che ci rappresentano al governo e non sono i nostri "re" quindi se c'è da soffrire che lo facciano pure loro! E poi soffrire per un taglio di qualche euro? Vai a dire ad un operaio della FIAT che ha perso il posto di lavoro che vogliono vederti soffrire e vedi che ti risponde!
Poi questa porcata di non andare più alla mensa perché hanno aumentato quasi normalizzando i prezzi della mensa? Voi che pagavate un pranzo regale compreso 5 euro e un operaio con quella cifra si prende solo un pò di pasta col pomodoro nella vaschetta piccola e una bibita? E l'operaio non prende 7000 euro al mese! Vergogna!
Responsabile FIAT Marchionne
Per il caso della FIAT che avete permesso di andare via dopo che anni ed anni ha mangiato i nostri soldi? Perché non gli dicevate: «Te ne vuoi andare? Certo, ma prima rimborsaci tutti i soldi dello stato dati come aiuto prendendoli dalle tasse dei cittadini per farti riempire il culo e poi vai via dall'Italia!»
Poi passiamo alle tasse. Io non sono un esperto di economia, sono solo un povero informatico, ma no mi sembra difficile capire che si potrebbe fare una tassa in % sulla patrimoniale per tutti! Quindi se fai il 15% di tasse per un operaio ammettiamo che sia € 289, ma la stessa percentuale ad un grande imprenditore sarebbe € 3560! Entrambi pagano le stesse identiche tasse, ma chi ha di più paga di più. E a quel punto si fa anche la lotta all'evasione e chi viene beccato paga la differenza delle tasse che ha nascosto più una bella multa! Ma è così difficile da capire? Chi ha una barca di lusso come può avere un reddito di 20.000 l'anno? E' ovvio che prende per il culo, massacrate loro!
Non stanno capendo che i cittadini sono stanchi e di sto passo rischiano che non vota più nessuno e quindi ci sarebbe l'anarchia? Se avvenisse ciò non ci sarebbe un governo e quindi tasse da pagare. 
A proposito di governo, ma allora i politici che sono usciti, che cosa hanno fatto fino ad oggi? Dove sono i nostri soldi?
Se sbagliano loro, perché dobbiamo pagare noi? Allora se vogliono tutti quei soldi che paghino loro il debito visto che è frutto di una pessima gestione loro, noi che colpa abbiamo? Dobbiamo pagare in tutti e per tutto noi? 
E no basta!
Siamo arrivati alla frutta adesso e sconsiglio ogni forma di violenza perché alla fine il danno che arrechiamo lo piangiamo sempre noi, bisogna mandare un segnale chiaro e forte che ci siamo stancati di loro ed è meglio che la finiscono con questo "carnevale".
Non dobbiamo regalare voti e nemmeno lasciarci abbindolare dal politico di turno che viene in campagna elettorale.
O ci rappresentano davvero e si mettono alla pari dei cittadini o che nessuno salga al governo!

mercoledì 16 novembre 2011

La "fregatura" delle gare d'appalto

Nel mondo del lavoro c'è crisi e risparmiare è fondamentale, per questo molti enti specie pubblici indicono le gare d'appalto al ribasso per risparmiare sulle spese dei servizi. Bella idea no? Un'azienda si ammazza di trovare come risparmiare per poter offrire un prezzo inferiore.
L'idea è carina, il problema che questa cosa è divenuta un disastro per i lavoratori. Mi spiego meglio. Le aziende per mettere dei ribassi sicuri mettono dei prezzi molto bassi, ma poi? Risparmiano sui prodotti? Sull'attrezzatura? Purtroppo NO, si rivalgono sul personale diminuendo a padri e madri di famiglia le ore per aggiudicarsi l'appalto, ma quelle povere persone da come si trovano uno stipendio, ogni fine appalto si trovano lo stipendio sempre più basso! Ma come possono permettere questo? I sindacati? L'ente appaltatrice? Non si gioca con lo stipendio della gente! Le ore e livelli debbono restare uguali per garantire lo stesso servizio, sono cavoli dell'azienda come si guadagna! Non riesce a guadagnarci, che si levi dai coglioni e prende l'appalto la ditta successiva! Ma dove si vuole arrivare? Una ditta ha preso un appalto in una nota struttura pubblica con un ribasso di oltre il 40% (!!!) e si permette a questa ditta di tagliare al personale il 60% delle loro ore, pur mantenendo gli stessi servizi. Ma dico stiamo scherzando? Vengono questi signori gratis?
Non può e non deve pagare sempre il popolo, adesso basta, qualcuno intervenga in maniera seria e fermi questa porcata!
Che politici, sindacalisti e compagnia bella non si ricordi dei cittadini solo quando ci tratta di voti oppure prendere la parcella sindacale, ma fermare quando sotto i loro occhi avvengono queste cose. Sono loro che mettono leggi e firmano il benestare per l'avvio di queste gare... ma finitela di dare ok a cani e porci, siete nati per la difesa del cittadino!
Non ci possono essere nuovi posti di lavoro, ma qui non state garantendo nemmeno quello che c'è tutelando i lavoratori!
Si è toccato adesso il fondo, prendete le redini in mano prima che i "cavalli vadano da soli"... e poi? Boh... comu finisci si cunta (traduzione: "come finisce poi si pensa").
Personalmente non solo non voto, ma la mia scheda la farò annullare affinché non faccia cumulo per la maggioranza. Quando i politici faranno gli interessi per il cittadino avranno i miei voti. Voi? Piuttosto che distruggere le cose che poi ce le faranno rimborsare sempre a noi, piuttosto che essere violenti, prendete pure voi la stessa scelta... altro che si stanno ammazzando per sbrigarsi a farci votare... se continuano così non sale più nessuno.
Spero che questo messaggio nella bottiglia sia letto da chi possa fare qualcosa per fermare questa follia.

domenica 13 novembre 2011

Berlusconi va ufficialmente a casa


Il presidente del consiglio Berlusconi da stasera è divenuto un "ex" dato che ha dato ufficialmente le dimissioni. Non c'è che dire, questo uomo (piccolo) tanto odiato e discusso è riuscito a fregare per oltre un decennio il popolo italiano. Perché? I motivi sono molti, dal fatto che lui sosteneva sempre che no vi fosse crisi, ad essere il primo presidente del consiglio da permettersi il lusso di farsi leggi "ad personam", ovvero tutte leggi che coinvolgono i settori delle attività familiari, alla faccia del conflitto d'interesse! Ha sempre sostenuto di avere la maggioranza (n.d.r. ma dove la vedeva?), alla fine dopo processi, accuse e sfiducie è stato costretto a dimettersi.
Adesso i politici si stanno ammazzando per chiedere immediate elezioni convinti di salire al potere, non comprendendo la gravità della gente stanca della casta politica e del loro "carnevale". Sarebbe consono, a mio avviso, che per un pò parlino di meno e si facciano ricredere, prima di elemosinare nuovamente voti, proprio loro che vogliono tornare al governo, ma non hanno voluto votare i tagli ai loro vitalizi.
E' indiscusso che prima debbono divenire davvero rappresentanti e se vogliono essere credibili, i provvedimenti debbono farsì che ne siano coinvolti. Pertanto se ci sono tagli che pure loro ne abbiano e non è possibile che a piangerne sia sempre e solo il popolo!
Badate bene, che non sto istigando odi o azioni violente, ma solo è giusto che prendiamo coscienza a non applaudire facilmente al politico che fa comizio o portato dall' "amico" per chiederci il voto. La situazione è spiacevole e dunque che a sedersi al potere ci sia qualcuno di davvero valido ed efficiente.

Il voto è il nostro potere e non gli atti di violenza:
Non facciamo l'errore di mettere un "nuovo" Berlusconi. 

Votiamo con intelligenza

domenica 14 agosto 2011

La preoccupante ignoranza stradale a Catania...

Quante volte per strada troviamo persone che guidano in maniera pessima e noi a maledirli per come guidano e chi gli abbia dato la patente. Bene un'ente televisiva locale, tramite il programma Playa Bonita, ha voluto testare la conoscenza stradale ai neo patentati e non, vediamo insieme i video che trattano di ciò:




Come avete appena visto, la maleducazione stradale non è causato solo dalla "cattiveria", ma anche dalla vera e propria ignoranza della gente, ovvero non conoscono i cartelli stradali o li dimenticano appena hanno preso la patente! Addirittura una ragazza intervistata sosteneva di aver passato l'esame teorico con 0 errori (?). Se non conoscono i cartelli, non oso pensate come se la cavino con la prova pratica, ovvero la guida...!
Ma tutto ciò cosa comporta? 
Beh avvengono di conseguenza costanti infrazioni stradali, aumento di sinistri e di mortalità sulla strada, con conseguente aumento dell'assicurazione dei cittadini catanesi ed esose spese sanitarie ospedaliere.
Ma a chi dobbiamo queste responsabilità? Le autoscuole che lasciano "facili" patenti? Delle forze dell'ordine che non effettuano troppi controlli affinché questi imperterriti gli venga alla fine azzerato i punti della patente affinché ripetano l'esame? Della superficialità dei giovani? Anche in questo caso la colpa è dei genitori?
Non voglio dare io una risposta, ma che questi video facciano riflettere chi di dovere a valutare meglio la situazione della giungla cittadina.

Non solo la legge non è uguale per tutti

La situazione economica è andata in declino da quando è entrato in vigore l'euro, ormai lo sanno pure i bambini. A dare un'ulteriore stangata sono i politici, i quali non curano più in maniera evidente i problemi degli italiani, ma questo argomento lo conservo per un altra volta.
Come vi dicevo nella manovra hanno pensato bene di effettuare tagli e accorpamenti comunali affinché ci sia un ulteriore risparmio. La cosa mi desta molta preoccupazione dato che mi chiedo dove andrà a finire il personale che sono li, nonché i disagi regionali che creano, ma la cosa che mi indigna davvero è che i politici (in teoria nostri rappresentanti) si preoccupano di far pesare la crisi solo ai cittadini... e loro? Niente loro continuano tranquillamente ad aver corposi stipendi, pensioni brevi, diversi "portaborse", auto blu e agevolazioni! Quindi chi sale al potere fa quello che vuole? Come si può fermare chi fa irregolarità se alla fine sono proprio loro che fanno le regole?
In Italia siamo un pugno di stupidi? Possibile che sento gente che si lamenta, ma alla fine non muove un dito? Perché per esempio non avviene un blocco del voto di massa per mandare un chiaro segnale che ci siamo stancati di loro? Purtroppo l'astensione di una grande % di votanti non gli pone molto il problema, dato che hanno fatto una legge elettorale che non serve il quorum per validare l'elezione... bella furbata vero?
Magari se in campagna elettorale il politico si trova a fare da solo un comizio, oppure le urne restano vuote, forse capirebbero qualcosa? Il problema che gli italiani non sono in grado di fare ciò, del resto chi è al governo in questi ultimi anni, incoerenze e inadempienze ne sta facendo decisamente troppe ed evidenti, eppure ci sono persone che direbbero che questo governo farebbe bene... bah lascio la libertà di opinione come questo post è non è altro che un mio libero pensiero.
Visto che i politici tanto declamano la parcondicio solo in sede elettorale, io la declamo per tutto, se ci sono i tagli che pure loro lo abbiano!
  • Meno politici;
  • Meno portaborse;
  • Riduzione degli stipendi;
  • Aumento degli anni di pensionamento e ci vanno solo se non hanno altri lavori! (Un pensionato non può avere un lavoro e certi politici ne hanno diversi?);
  • Meno viaggi inutili con le auto blu;
  • Meno agevolazioni economiche;
Penso che sarebbe un consono parcondicio se facessero ciò, non credete?

martedì 26 luglio 2011

Facebook si comporta da polizia

Penso che sarà noto a chiunque sa un pò di legge che comportarsi da poliziotti sia illegale, ma quanto sembra Facebook non lo sa o fa finta di non saperlo. Un mio account è stato chiuso con motivazioni inesistenti e ho lamentato la chiusura. Hanno risposto tramite messaggio automatico che volessero tale lamentela con l'email usata per la registrazione e ci può anche stare, ma contattarti chiedendoti i documenti è davvero troppo. Loro non sono forze dell'ordine e non sono autorizzati a farlo. La richiesta di documenti può avvenire da organi preposti o in casi particolari. Per un account di chat, tale pretesa è un abuso illegale. Credo che questo social sta esagerando e sia arrivato il momento che qualcuno lo fermi.

lunedì 4 luglio 2011

La censura di Internet in Italia: il punto della situazione

Da quel momento, sono stati decretati 60 giorni di consultazione pubblica, fissando la riunione per la conversione finale in legge per il giorno 6 Luglio 2011.
Il fine è quello di migliorare la tutela del copyright su Internet con l'istituzione di un procedimento snello e puramente amministrativo (cioè senza l'intervento della magistratura) attraverso cui i pirati possano essere tempestivamente scoperti e sanzionati.
Grazie a un sistema di segnalazioni, l'Autorità si pone così nelle condizioni di identificare e provvedere alla rimozione di contenuti o rimandi ad essi che infrangano taluni diritti d'autore, sia che questi risiedano su portali italiani, sia che si trovino su siti esteri.
Corrado Calabrò, attuale presidente di AGCOM, ritiene la proposta "una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo altresì il diritto dei cittadini alla privacy e l'accesso alla cultura e ad Internet", sostenendo inoltre che "non si prevede alcuna forma di controllo sugli utenti o di censura del web, come qualcuno temeva, ma, l'Italia si colloca tra gli esempi più moderni e avanzati, facendo proprio l'approccio che considera il mercato unico digitale come la quinta libertà il cui sviluppo va considerato prioritario".
A livello pratico, il provvedimento prevede i seguenti punti:
  1. Il detentore del copyright che nota l'infrazione di uno dei propri diritti contatta il violatore, chiedendo la rimozione dei contenuti incriminati entro le 48 ore successive. Sono considerate violazioni del diritto d'autore la presenza sia fisica di file illegali sul server, sia di semplice link ad essi su portali esterni. Ad ogni modo, questo primo passo è a discrezione del detentore di copyright, che può anche liberamente decidere di saltare direttamente allo step successivo.
  2. Trascorse le eventuali 48 ore menzionate senza risultati, la parte lesa può appellarsi all'Autorità (AGCOM), richiedendo a questa la rimozione dei contenuti protetti.
  3. L'Autorità si rivolge così al violatore, esigendo nuovamente la cancellazione dei contenuti entro i 5 giorni successivi. In caso di inottemperanza, saranno applicate sanzioni pecuniarie e comprendenti, tra le altre, anche la cessazione di servizio/oscuramento del sito da parte dei provider attraverso filtri IP o DNS.
  4. Un ulteriore punto si applica ai domini esteri, sui quali non sia possibile agire fisicamente. Qualora il materiale incriminato si trovasse fuori dal territorio nazionale, infatti, la scelta della censura spetterebbe ai provider italiani. Questi, qualora il reato venisse poi accertato, potrebbero però facilmente divenire complici della violazione.
Secondo la delibera, quindi, verrebbero coinvolti non solo i siti effettivamente contenenti materiale protetto da copyright (disponibile, cioè, in download o streaming), ma anche quelli caratterizzati da soli collegamenti a tali risorse illegali (motori di ricerca di file torrent, blog con link a file multimediali in streaming, ecc).
Maggiori approfondimenti legali del testo sono disponibili come Domande frequenti redatte dall'avvocato Fulvio Sarzana.

I punti oscuri (forse anche all'Autorità stessa)

A pochi giorni dall'approvazione finale, permangono comunque diverse perplessità sulla nuova delibera. Alcuni punti non sono infatti completamente chiari, e la valutazione di alcuni altri potrebbe essere valutata come troppo frettolosa.
  • Le misure di oscuramento annunciate sono, come già dimostrato con il caso The Pirate Bay oppure il più recente BTJunkie, estremamente fallaci: il blocco di un indirizzo IP o di un nome di dominio (o di entrambi) dalle liste pubbliche, rende solo più difficile l'accesso alle risorse, ma non per questo impossibile.
  • Una piattaforma basata su segnalazioni non è destinata a durare nel tempo a causa degli enormi oneri di controllo e verifica che questa comporta.
  • La totale assenza della magistratura in tutto il procedimento: la decisione di sequestrare/oscurare un sito sarebbe infatti a totale discrezione di AGCOM.
  • Il violatore, inoltre, non avrebbe alcuna possibilità di appello, o almeno ciò non è previsto. Una volta che l'Autorità avesse preso una decisione, il proprietario del sito web incriminato deve necessariamente procedere alla rimozione del materiale segnalato.
  • Non è chiaro quali sarebbero i criteri usati per definire la colpevolezza di un sito web, data anche la sopracitata assenza di processi giudiziari. La delibera non prevede infatti la certezza di condivisione di materiale come discriminante, ma il sospetto.

Il confronto con gli altri Paesi europei

Alcuni tra i Paesi più evoluti d'Europa hanno promosso leggi per regolamentare la condivisione digitale di materiale protetto da diritto d'autore.
La prima nazione a introdurre un provvedimento in materia è stata la Francia, nel Settembre 2009, attraverso un sistema del "tre strike e sei fuori", successivamente ribattezzato come HADOPI. In breve, la legge prevede che gli utenti colti a scaricare materiale illegale da circuiti di P2P siano scollegati dalla rete dopo 3 violazioni. La disconnessione avviene però a seguito di un'udienza in tribunale.
La Gran Bretagna ha seguito a ruota con il Digital Economy Bill nel Marzo 2010, proponendo un sistema del tutto simile a quello d'oltre manica. La carta prevede che agli ISP (fornitori di connessione Internet) possa venir richiesto di bloccare un dominio che consente "sostanziale infrazione dei diritti d'autore". Non è particolarmente chiaro come la violazione sostanziale venga determinata, però.
La Spagna costituisce invece il tentativo di regolamentazione più recente, in vigore dal Febbraio 2011. L'iter di formulazione, discussione e approvazione della Ley Sinde era cominciato già nel 2009, ma fu notevolmente ritardato a causa delle innumerevoli proteste scoppiate nella penisola. Ad oggi, il sistema in uso è simile a quanto presentato in Italia, ma la magistratura è direttamente coinvolta nella procedura di controllo. Le segnalazioni di presunta violazione, infatti, vengono gestite da un magistrato che deve verificare l'infrazione entro i 4 giorni successivi e renderne conto in aula, dove l'industria del copyright gode di propri rappresentanti.
Nel lontano 2009, infine, anche l'Irlanda propose propose qualcosa di analogo. Eircom, il maggiore provider nazionale, prese accordi con le major dell'intrattenimento per scollegare gli utenti che scaricassero materiale protetto da copyright. Tuttavia, nessuna regolamentazione statale è ancora stata introdotta.

Fonte: HelpSystem Informatic@

Le memorie 100 volte più veloci delle flash

Hanno prestazioni superiori e sopportano milioni di cicli di scrittura.


IBM memoria cambiamento fase 100 volte flash

IBM, che da poco ha festeggiato il proprio centesimo compleanno, da tempo è impegnata nella ricerca sulle memorie a cambiamento di fase.
Si tratta di dispositivi di memoria non volatile che utilizzano un materiale in grado di cambiare fase - da amorfa a cristallina e viceversa - in maniera controllata applicando una corrente
La fase cristallina, con bassa resistenza elettrica, rappresenta un 1 logico; la fase amorfa, con alta resistenza, uno 0 logico.
Ora i ricercatori dell'azienda di Armonk sono riusciti a realizzare un esemplare che vanta una velocità di lettura e di scrittura 100 volte superiore a quella delle normali memorie Flash.
Il ritrovato di IBM non è solo più veloce, ma anche più affidabile e resistente nel tempo: può sopportare almeno 10 milioni di cicli di scrittura, laddove le migliori FLash di livello aziendale arrivano a 30.000 cicli (e quelle di classe consumer appena a 3.000).
Questa nuova tecnologia - dimostrata con un chip di prova costituito da 200.000 celle e fabbricato a 90 nanometri - è in grado di memorizzare quattro bit di dati per cella (la versione precedente arrivava a un solo bit) ed è sufficientemente economica da lasciar prevedere un utilizzo generalizzato.

Fonte: HelpSystem Informatic@

sabato 2 luglio 2011

TDSS4 è il malware "indistruttibile" che minaccia la sicurezza dei PC

Alcuni ricercatori di Kaspersky Lab sono riusciti ad individuare la sorgente della più grande botnet attualmente in attività: l'agente eziologico dell'infezione è una nuovissima variante del temuto "TDL" (detto anche "TDSS" oppure "Aluereon"), giunto ormai alla versione 4.
Il malware in questione è dotato delle più recenti tecnologie atte a sfuggire agli antivirus e a garantire la sopravvivenza della botnet con ogni mezzo.
Tra le caratteristiche note e divulgate:
  • Installazione di una componente bootkit a 64 bit particolarmente resistente;
  • Comunicazioni remote per l'accesso e il controllo del PC infetto;
  • Accesso alla rete Kademlia (la stessa utilizzata da eMule) per scovare nuovi PC da infettare e per aggiornare i propri componenti;
  • Modifica le connessioni di rete per deviare il traffico su server proxy, con rischio per dati personali e privacy;
  • Disattiva ogni altra botnet alla quale il PC fosse già collegato, eliminando ogni eventuale "concorrente";
  • Modifica i risultati dei motori di ricerca per deviare i link sicuri su collegamenti pubblicitari che generano introiti per i creatori della botnet. Questi URL spesso contengono altro malware (motori di ricerca supportati)
La pericolosità intrinseca del malware e la successiva connessione ad una botnet particolarmente difficile da estirpare sono in grado di rendere quasi impossibile la completa disinfezione dei PC Zombie colpiti.


Come possiamo difenderci?

La miglior cura è la prevenzione: in questo caso, si tratta dell'adozione di software di sicurezza studiati per tutelare i punti deboli del nostro sistema.
L'installazione del bootkit può essere resa molto difficile effettuando un'accurata scelta dell'antivirus, scegliendo un HIPS che segnali l'esecuzione di operazioni sospette, preferendo un buon firewall che monitori eventuali richieste "sospette" verso destinazioni sconosciute, isolando in una sandbox i software a rischio (browser, client email, client P2P, client messaggistica..) ed "EMETizzando" gli applicativi che dimostrano maggiori debolezze.
Ultimo ma non meno importante, tenere sempre aggiornati i propri strumenti di sicurezza con le ultime definizioni e le ultime release.

Forse sono stato già infettato... che faccio?

Non resta che effettuate tutte le verifiche del caso per escludere ogni possibile traccia di infezione e, in caso di esito positivo, adottare ogni mezzo a disposizione per debellare la minaccia.

Microsoft: un rootkit e Windows va reinstallato, anzi no

Avevano fatto scalpore le dichiarazioni di un esperto Microsoft che aveva indicato, come ricetta per la rimozione di un rootkit particolarmente sofisticato, la completa reinstallazione di Windows. Chun Feng, del Microsoft Malware Protection Center, è però voluto tornare sul tema chiarendo quanto precedentemente sostenuto. Il trojan in questione si chiama "Popureb" ed il tecnico della società di Redmond aveva proposto, come soluzione, l'impiego di un disco di ripristino per il sistema operativo. Dal momento che un recovery disc riporta l'installazione di Windows ad uno stato precedente, provocando - di fatto - la perdita di alcuni dati, l'approccio prospettato equivale sostanzialmente ad una reinstallazione del sistema operativo.

Feng, aggiornando la sua analisi, ha però aggiunto: "se il vostro sistema ha subìto un'infezione da Win32/Popureb.E, suggeriamo di utilizzare la console di ripristino di Windows per ristabilire la corretta configurazione del MBR".

Il tecnico di Microsoft ha colto l'occasione per rammentare la procedura da applicare per "ripulire" il MBR ("Master Boot Record") da Windows XP, Windows Vista e Windows 7. La prassi da seguire, in Vista e "Seven" quella più semplice: basta infatti inserire nel lettore CD/DVD ROM il supporto d'installazione del sistema operativo, effettuare il boot del personal computer da tale unità, attendere il caricamento dei file necessari quindi cliccare sulla voce Ripristino all'avvio.

Una volta fatta pulizia nel MBR, sarà possibile avviare un software per la scansione antimalware del sistema che provvederà ad eliminare tutti i file correlati all'azione del componente dannoso.

Symantec ricorda come la pulizia del MBR possa essere effettuata anche servendosi, semplicemente, di un tool sviluppato da terze parti. Vikram Thakur, uno degli esperti della società di Cupertino, ricorda ad esempio "Norton Bootable Recovery Tool", un software che permette di creare un supporto avviabile (anche una chiavetta USB) dalla quale sia possibile avviare il sistema ed effettuare la rimozione dell'infezione dal MBR.

Marco Giuliani, Malware Technology Specialist per Prevx, ha inizialmente ricordato perché il MBR sia così importante e perché sia sempre più bersagliato dai malware più evoluti. Utilizzando il settore di avvio del disco fisso (512 byte), un malware può inserirvi dei suoi riferimenti provocando il caricamento di componenti dannosi prima del sistema operativo. Gli autori dei rootkit e dei malware in generale, hanno così la possibilità di "dribblare" la difese implementate a livello del sistema operativo.

Secondo Giuliani "Popureb non sarebbe così pericoloso, ad esempio, come TDL che ha mietuto a continua a mietere vittime in tutto il mondo. Stando alle analisi compiute da Webroot, infatti, non vi sarebbero campioni del malware compatibili con Windows Vista e Windows 7 ma le infezioni si concentrerebbero sui sistemi Windows XP e Windows Server 2003. Il rootkit "Popureb", inoltre, non utilizzerebbe particolari tecniche di autodifesa: la sua rimozione sarebbe quindi anche piuttosto semplice. A Giuliani preoccupano invece i "bug" presenti in "Popureb": alcune volte, a causa di tali imperfezioni, il sistema potrebbe non avviarsi. Stando a quanto dichiarato dal ricercatore, però, "TDL continua a rimare la minaccia più avanzata e tecnicamente più evoluta ad oggi ancora in circolazione".


Fonte: HelpSystem Informatic@

Sicurezza: chi vince tra Google Android ed Apple iOS?

La sempre più vasta diffusione anche in ambito aziendale di iPhone e smartphone a base Android, ha indotto Symantec a realizzare il rapporto "Un'occhiata alla sicurezza dei dispositivi mobili: studio degli approcci adottati da Apple iOS e Google Android" (ved. questo documento). L'obiettivo di tale rapporto è proporre un'analisi tecnica approfondita delle due maggiori piattaforme mobili, nel tentativo di aiutare le imprese a comprendere i rischi per la sicurezza legati all'adozione di questi dispositivi all'interno dell'azienda.

Nonostante le due piattaforme siano state progettate con un particolare riguardo alla sicurezza, l'indagine rivela che le misure adottate non sono sempre sufficienti per proteggere i dati sensibili delle aziende, che sono quindi presenti anche su dispositivi mobili sempre più connessi e sincronizzati con un mondo di servizi cloud e desktop-based che sfuggono al controllo dell'azienda stessa. E tutto questo, potenzialmente, rappresenta un rischio sempre più rilevante.

L'analisi di Symantec mette in luce una sicurezza intrinseca dei dispositivi mobili migliore rispetto a quella dei computer (soprattutto dei PC), ma ancora insufficiente.

Il rapporto offre un'analisi dettagliata dei modelli di sicurezza adottati da Apple iOS e Google Android, valutando la loro efficacia contro le maggiori minacce attuali tra cui:

- Attacchi Web-based e network-based
- Malware
- Attacchi di social engineering
- Abuso della disponibilità di risorse e servizi
- Perdite di dati non intenzionali e malevole
- Attacchi all'integrità dei dati del dispositivo

Dall'analisi dei dati raccolti, Symantec propone alcune conclusioni che, sostanzialmente non fanno primeggiare una piattaforma rispetto all'altra in termini di sicurezza. Entrambe risultano infatti ancora vulnerabili a numerosi tipi di attacchi

Secondo Symantec, il sistema operativo Apple utilizza un modello di sicurezza che offre una protezione migliore contro i malware tradizionali. Questo è assicurato in particolare dal rigoroso processo di certificazione seguito da Apple sia per le applicazioni sia per gli sviluppatori, processo attraverso il quale viene controllata l'identità degli autori dei software, eliminando la possibilità che siano potenziali cybercriminali.

Google ha invece optato per una certificazione meno rigorosa, permettendo a ciascun sviluppatore di creare e rilasciare applicazioni in forma anonima, senza nessun controllo. Questa mancanza di certificazione è sicuramente uno dei fattori che possono aver portato all'attuale crescita del volume di malware specifici per Android.

Tuttavia, sottolinea Symantec, Android consente alle applicazioni di avere un controllo sulle funzionalità del dispositivo superiore rispetto a iOS, e lascia direttamente all'utente la scelta di autorizzare le applicazioni a esercitare questo tipo di controllo. Se da una parte ciò permette agli sviluppatori di creare applicazioni più potenti, dall'altra lascia molte decisioni in ambito sicurezza nelle mani degli utenti, esponendoli a rischi maggiori.

Va poi evidenziato che sia gli utenti Android sia gli utenti iOS sincronizzano regolarmente i loro dispositivi con servizi cloud forniti da terze parti (come per esempio i calendari web based) e con i propri computer di casa. In questo o modo i dati aziendali sensibili archiviati su tali dispositivi sono potenzialmente esposti a sistemi fuori dal controllo dell'azienda.

Infine i dispositivi che hanno subito un jailbreaking o che hanno visto disabilitata o compromessa la cui sicurezza rappresentano un obiettivo particolarmente attraente per i cybercriminali perché hanno il medesimo livello di vulnerabilità dei PC tradizionali.

Di seguito vi proponiamo una tabella riassuntiva delle conclusioni a cui è giunta Symantec sia in termini di resistenza a eventuali attacchi da parte del sistema opertativo sia di caratteristiche di sicurezza presenti.

Fonte: HelpSystem Informatic@

Nokia N9 non verrà distribuito in Italia?

“La pagina web ufficiale relativa alla disponibilità del nuovo smartphone Nokia è stata aggiornata nelle ultime ore con l'elenco dei paesi in cui verrà distribuito, a sorpresa mancano momentaneamente alcuni dei maggiori mercati europei”



Il rilascio di Nokia N9, secondo quanto dichiarato dagli esponenti del colosso finlandese dovrebbe essere questione di qualche mese. Il primo mercato a ricevere il nuovo terminale equipaggiato con Meego dovrebbe essere quello svedese, nel quale N9 dovrebbe fare il proprio esordio il 23 settembre.
In queste ore il sito ufficiale del produttore scandinavo è stato aggiornato con l'elenco dei paesi in cui verrà reso disponibile N9. I mercati in cui verrà inizialmente introdotto lo smartphone sono 23 e tra questi, sorprendentemente, non sono al momento compresi alcuni dei maggiori mercati a livello europeo. Tra questi troviamo UK, Germania, Francia, Spagna e Italia che, di conseguenza, almeno momentaneamente non riceveranno N9.
Il produttore finlandese non ha rilasciato alcuna nota ufficiale a riguardo, pertanto non è possibile sapere se la mancanza sia solo temporanea o se le intenzioni di Nokia sono di non distribuire N9 in questi paesi né ora né mai.
Curiosamente poi, i paesi in cui per il momento non è prevista la distribuzione di N9 sono gli stessi che dovrebbe ricevere per primi i terminali Nokia equipaggiati con Windows Phone. Potrebbe quindi essere una strategia della stessa Nokia, pensata per non inficiare almeno inizialmente il mercato dei nuovi dispositivi. Così come potrebbero essere semplicemente ancora in corso le trattative con i maggiori operatori di questi paesi. Restiamo comunque in attesa di conferme o smentite ufficiali.

Fonte: HelpSystem Informatic@

giovedì 30 giugno 2011

Diventare pittori con Adobe Ideas 1.2

Diventare pittori con Adobe Ideas 1.2

Adobe Ideas 1.2 è una app che può essere considerata una tela virtuale che mette a disposizione pennelli dei quali potete cambiare la grandezza, il colore e l'opacità .

Si basa su due layer, di cui uno è dedicato al caricamento di immagini e l'altro ai tratti che su queste verranno tracciati.

E' possibile caricare foto della galleria dell' iPad, disegnarci su e poi far sparire l'immagine per lasciare soltanto il disegno, oppure disegnare normalmente e poi salvare il risultato nella galleria del programma.
Adobe Ideas 1.2
Peccato non vi sia la possibilità di inserire dati.

L'app è acquistabile sull'app store.


Fonte: HelpSystem Informatic@

Yahoo Answers una "fregatura" intelligente


Oggi vorrei parlarvi di Yahoo Answers della sezione Italia in quanto sono stato vittima di questo sistema e ho notato alcune cose.
Ovviamente tutto quello che sto per andare a dire è frutto di un'opinione soggettiva frutto di personali esperienze e dai modi di pensare che mi ha portato ad aver il giudizio che sto per menzionare.
Devo dire che l'inventore di questo social è stato un genio, debbo ammetterlo, ci sono persone che ci lavorano gratis e gli curano il sito senza che lui muova un dito e qualora uno voglia trarne vantaggio da questo suo servizio, viene buttato fuori! Avete capito bene, viene bannato se qualcuno mentre sta gratuitamente offrendo un servizio al sito che ci guadagna su questo operato, vieni buttato fuori non perché commetti un illecito, ma bensì perché spammi un tuo sito!
Ci sono persone che commettono e chiedono illeciti e sono tranquillamente a bazzicare nel sito, invece chi sta 20 giorni a dare assistenza gratuita nel loro circuito divenendo livello 5, se un giorno decidi di dare come fonte il proprio sito, vieni cacciato via!
Incredulo chiedi spiegazioni, e chi ti risponde, sembra un nastro registrato dicendoti sempre la stessa cosa aldilà di quello che dici. Hai spammato sei fuori e leggi le regole. Strano ho persino fatto notare punto per punto tutte le regole smontandole una ad una (un bel passatempo), e come tutta risposta che fanno? Ignorano la cosa e rispondono d'accapo in maniera uguale!
Comodo no? Finché ero fesso che ci offrivo assistenza e pulizia tramite segnalazioni la sezione ero ottimo, se come fonte della mia conoscenza metto il mio sito sono uno spammer!
Intanto leggo post di gente che mette, e rimette se segnalati, come rubo la password di quello? Come scarico un programma a pagamento senza pagare? A quanto pare queste domande siccome non gli rubano utenza, sono innocue da punirle seriamente! Che schifo veramente. Sono rimasto personalmente schifato dalla filosofia e pessima moderazione da parte di questo social che è diventato solo un social per chiedere illeciti (almeno questo nella sezione computer e internet) e pieno di troll.
Poi c'è gente che si ammazza a segnalare per diventare "aswerino doc" e imporre le sue segnalazioni a piacimento ed intanto yahoo ci guadagna in immagine, utenza e servizi senza fare nulla!
Beh per me è bastato quel periodo per testare l'ambiente e non ci tornerei mai in un posto come quello, ma sono fatto così prima di farmi un'idea di qualcosa che mi interessa la debbo conoscere fino in fondo. Io ho conosciuto sia l'ambiente, le regole, le funzioni, gli utenti e persino i finti moderatori. Personalmente lo sconsiglio, ma ovviamente è solo un mio giudizio personale.

uTorrent 3.0 pronto per il download

uTorrent 3.0 pronto per il download

La versione 3.0 di uTorrent, il famoso client BitTorrent, è stata rilasciata ed è pronta per essere scaricata. Le novità di questa release sono tante: uTorrent 3.0 supporta adesso lo streaming video che consente di visualizzare un'anteprima dei video mentre si stanno scaricando dalla Rete.



uTorrent 3.0, adesso più stabile e veloce, integra anche uTorrent Remote, un'interfaccia Web che permette di monitorare e gestire i download da qualsiasi browser Web o da un'applicazione per Android.

Ma non finisce qui: la nuova versione del client, infatti, permette di inviare file di una certa dimensione (come video realizzati col telefonino, foto ad alta risoluzione, ecc.): è possibile ottenere un link da condividere selezionando un file presente sul computer e trascinandolo nella casella “Drop files to send”.

La modalità Portable Mode, infine, consente di usare uTorrent da una chiavetta USB.


uTorrent 3


Scaricate uTorrent 3.0

Ricorda che scaricare programmi, film, giochi e musica protetti da copyright è illegale. Sei tu responsabile dell'uso che ne fai di questo programma.

Fonte: HelpSystem Informatic@

Orbit Downloader






Download lenti e browser che si bloccano all'improvviso facendovi perdere quanto scaricato sino ad ora?
Per rimediare a tutto questo possiamo usare un download manager come Orbit Downloader che ci permette di programmare, interrompere e riprendere quando vogliamo un qualsiasi download. Se ancora non ci basta possiamo scaricare i video di YouTube e molti altri social network o catturare contenuti multimediali trasmessi in streaming da moltissime fonti. Insomma, Orbit Downloader è una specie di scaricatore tutto fare.
Orbit Downloader è compatibile con le versioni di Windows dalla 2000 sino a "7", è gratuito ed è tradotto in Italiano. L'interfaccia è piuttosto spartana, ma il risultato finale è garantito.

Difendere la vostra casella di posta da spam

Quante volte aprite la casella di posta e trovate pubblicità della ditta o sito di turno senza che voi avete dato il "permesso" di riceverne? Se il mittente non è italiano, vi consiglio di non rispondere e cancellate l'email, altrimenti date la conferma che la vostra email esiste, visto che sono dei computer che mandano email a raffica inventando email (lo notate dai mittenti che alcuni sono insensati), mentre se sono ditte italiane c'è un rimedio legale.
Innanzi tutto dovete sapere che il titolare dei vostri dati personali, email compresa siete sempre e solo voi, pertanto siete padroni in qualunque momento di gestire il trattamento come deve essere fatto. Questa premessa in quanto se vi arriva l'email avete diritto per legge di sapere chi ha preso la vostra email e dove l'ha trovata, inoltrando l'email pubblicitaria incollando la seguente dicitura:

"Spettabile Ditta,
ho ricevuto da voi in data xx/xx/xxx l'ennesima email col messaggio commerciale non richiesto che trovate in fondo a questa e-mail.
Ai sensi dell'articolo 7 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 (Testo Unico in materia di protezione dei dati personali), chiedo a voi:
-- il nome, cognome e indirizzo (o denominazione o ragione sociale e domicilio) del titolare e del responsabile legale del trattamento;
-- se siete per caso in possesso di una mia dichiarazione con la quale vi autorizzo al trattamento dei miei dati personali (nella fattispecie il mio indirizzo di e-mail), resa con le modalità previste dall'art. 13 del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196 o dell'art. 10 della Legge 31/12/1996 n. 675 se il mio consenso vi è stato dato prima dell'1/ 1/2004;
-- l'origine dei miei dati personali in vostro possesso;
-- nel caso i dati fossero stati acquisiti da terzi, se questa terza parte è anche in possesso (oltre alle liberatorie precedenti) di una mia dichiarazione -- resa anch'essa con le modalità sopra citate -- con la quale la autorizzo alla diffusione dei dati.
Valga la presente anche come DIFFIDA all'ulteriore trattamento dei miei dati personali in vostro possesso, con riserva di ogni azione e ragione anche per il risarcimento dei danni.
Richiedo inoltre l'immediata cancellazione di tali dati secondo quanto previsto dalle lettere b) e c) dell'art. 7 comma 3 del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196.
In caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro il termine di 15 giorni, il sottoscritto si riserva, ai sensi dell'art. 145 del D. Lgs. 30/6/2003 n. 196, di rivolgersi all'autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.
Ricordo che:
-- l'11 Gennaio 2001, il dott. Rodotà, Garante per la protezione dei dati personali, ha stabilito ufficialmente che, in mancanza di esplicito e preventivo consenso, è ILLEGITTIMO utilizzare e-mail prelevate da newsgroup, forum, pagine web, mailing-list in quanto gli stessi NON sono soggetti ad alcun regime giuridico di piena conoscibilità da parte di chiunque (ovvero NON fanno parte dei cosiddetti elenchi pubblici);
- vi sono sanzioni amministrative e penali previste per chi viola la legge (artt. 161 e 167);
Una eventuale risposta con frasi prive di significato legale, come "i suoi dati sono stati presi da elenchi pubblici o forum o siti o mailing list o newsgroup", senza rispondere, a termine di legge, a quanto sopra richiesto, non sarà soddisfacente.
Distinti saluti"

A chi avete inviato questa email, ha l'obbligo legale di rispondervi e di farlo in maniera efficiente, qualora avendo usato questa formula le risposte non arrivano oppure sono insoddisfacenti, potete contattare il Garante della Privacy per concordare l'azione da prendere, se un ricorso o solo segnalazione. Per la prima c'è una domanda e tassa di € 150 per diritti di segreteria da pagare, mentre la segnalazione è gratuita.
Non preoccupatevi di questo importo, in quanto anche se il garante non ritiene opportuno intervenire sul vostro ricorso, sarete comunque rimborsati delle spese (sia la tassa che spese di fax e raccomandate fatte).

Potrebbe succedere che in alcuni casi lo spammer vi risponde che ha preso email da ditte esterne o che non sanno come rimuovervi, a voi non interessa, sono problemi loro come vi fanno sparire dallo spam, hanno già commesso un illecito pure se hanno preso elenco da esterni. Spesso purtroppo questi esterni sono ditte straniere (il più delle volte americane) che rubano in rete le email e le rivendono a ditte italiane. Bene questa cosa che fanno è pure illegale e se sapete quale ditta sia dovete informare il Garante di ciò.
Purtroppo far rispettare la privacy è legalmente possibile, ma in alcuni casi è faticoso nel caso di dover effettuare il ricorso, ma se non si interviene, non si starà mai in pace. Non è possibile che dobbiamo subire questo sopruso "a casa nostra", l'email è una nostra proprietà e comandiamo noi.

Ecco i contatti per il garante: 

Il Garante per la protezione dei dati personali ha un’unica sede in Roma

Indirizzo: Piazza di Monte Citorio n. 121 00186 ROMA
Fax: (+39) 06.69677.3785
Centralino telefonico: (+39) 06.696771

Ufficio relazioni con il pubblico (URP)Per informazioni sul trattamento e la protezione dei dati personali, segnalazioni, reclami, quesiti, assistenza nelle procedure e nei rapporti con il Garante, richieste di documentazione e materiale informativolunedì - venerdi ore 10-13
Telefono: (+39) 06.696771 - 06.696772917
Posta certificata:
 urp[a]pec.gpdp.it
E-mail: urp@garanteprivacy.it

Per informazioni di carattere generale, diverse da quelle indicate sopra, è possibile inviare una e-mail a:
garante@garanteprivacy.it

Qui invece c'è scritto come fare una segnalazione o ricorso al garante: http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1086982
 

Blog aperto: Ci presentiamo


E' una ditta che si occupa di assistenza computer a Catania e creazione siti web personalizzati, programmazione di gestionali e fatturazione per tutta Italia.
In questo spazio daremo notizie, curiosità e pensieri vari del mondo dell'informatica e telefonia, ed inoltre gratuitamente offriremo a chiunque piccoli supporti di assistenza online di ovunque voi siate.
Siamo presenti pure su Facebook e Twitter ed è possibile iscriversi alla nostra newsletters per tenersi sempre aggiornato sulle nostre attività.

Vi chiediamo, cortesemente, di non chiederci assistenza per cose illegali come scaricare film, giochi, programmi ecc a pagamento in maniera gratuita, in quanto non otterrete supporto su queste cose.
Buona Estate.

Opera 11.50: lo Speed Dial si estende così

A poco più di due mesi dal debutto della precedente release (11.10), Opera Software ha rilasciato martedì mattina la nuova generazione del prodotto: Opera 11.50







Swordfish.pngContinuando con la nomenclatura varata con l'edizione passata, anche questo ramo impiega un nome in codice legato alla fauna ittica: dopo Barracuda, ecco che Opera 11.50 è soprannominato Swordfish ("pesce spada").


Sincronizzazione delle password

Swordfish introduce una caratteristica attesissima: a partire da questa iterazione, anche il browser norvegese diviene in grado di sincronizzare le password fra più installazioni, raggiungendo così la parità con le corrispondenti funzioni viste in Mozilla Firefox
Come facilmente prevedibile, la novità è stata innestata all'interno di Opera Link, ovvero la sezione adibita all'allineamento dei segnalibri e delle altre preferenze personali. Anche Speed Dial si estende
Continuando con il processo evolutivo varato con il ramo "11", Opera 11.50 introduce il supporto alle estensioni per Accesso rapido (Speed Dial)
La novità permette agli sviluppatori appassionati di creare piccoli "gadget" incastonabili direttamente nella pagina iniziale, capaci di mostrare informazioni aggiornate anche senza la necessità di visitare la pagina in questione.
Fra quelli oggi disponibili, ve n'è uno dedicato alla visualizzazione delle previsioni meteo, un altro per la lettura dei feed XML ed un interessantissimo "Photo Tagger" che consente di salvare le immagini incontrate sul web in una gallery accessibile via Speed Dial.
Gli utenti di Gmail apprezzeranno inoltre la possibilità di aggiungere un componente in grado di mostrare in anteprima i messaggi non letti.
La lista completa delle estensioni di questo tipo è raggiungibile qui.

Firefox 7.0 perde l'http:// e la barra finale

Firefox 7.0, la compilazione del Panda Rosso attesa per la seconda metà dell'anno corrente, promette di introdurre una piccola ma significativa novità nella visualizzazione degli indirizzi. L'e-zine tedesca The H ha notato che, mimando quanto già visto su Opera e Google Chrome, anche il browser Mozilla nasconderà l'indicazione http:// dall'URL mostrato nella barra preposta
Il protocollo continua ad essere correttamente copiato negli appunti contestualmente al Ctrl+C dell'indirizzo ma, contrariamente all'ottima scelta adottata da Opera, non si mostra automaticamente in seguito al click all'interno della barra.
L'indicazione continua invece a rimanere visibile in caso la pagina sia veicolata tramite protocolli differenti (come ftp://) oppure per le connessioni sicure SSL (https://).
Anche lo slash (/) finale è stato giudicato immeritevole dell'attenzione del pubblico: visitando quindi www.helpsystem.altervista.org/, il browser taglia l'ultimo carattere lasciando solo www.helpsystem.altervista.org. Questo avviene solamente per le radici dei siti: di conseguenza, www.helpsystem.altervista.org/notizie/ viene conservato inalterato.
Un'altra novità nella stessa area è la sfocatura di tutte le sezioni di URL che non costituiscano il dominio corrente: ecco quindi che, attingendo a piene mani da quanto proposto da Internet Explorer 8 a marzo 2009, anche Firefox 7.0 pone in secondo piano sia l'indicazione dell'host iniziale (fra i quali www è il più popolare), sia il nome della directory e del documento corrente. Lo scopo, ovviamente, è quello di focalizzare l'attenzione dell'utente sull'informazione più importante, smorzando un po' il rischio di phishing
Firefox 5.0 è, attualmente, l'ultima iterazione stabile del browser open source di Mozilla. L'edizione 6.0 debutterà sul canale "beta" il 5 luglio prossimo. Nella stessa giornata, la versione 7.0 sarà promossa a release Aurora, ovvero lo stadio precedente alle ancora instabili beta.
Sarà interessante vedere se IE Team spedirà una torta distinta in occasione di ognuno dei due lanci della concorrente o se si limiterà ad un omaggio unico a fine anno.

Twitter, autopromozione giornalistica

Il tecnofringuello pubblica una guida per istruire all'uso della piattaforma giornalisti e reporter. Parte la sfida a Facebook





Roma - Twitter si avvia a diventare uno strumento insostituibile per la pratica giornalistica. Ora, il servizio di microblogging ha deciso di sostenere e incentivare l'uso della piattaforma pubblicando una guida per cronisti che mostra il modo migliore per fruire del servizio tra un reportage e un collegamento in diretta.

La guida, intitolata "Twitter for Newsrooms", non rappresenterà una novità per gli utenti esperti, presentando consigli su come pubblicare, entrare in contatto con gli altri utenti e con i follower, e su come twittare in tempo reale seguendo il flusso delle altre notizie.

Con tale iniziativa la piattaforma cinguettante diventa il concorrente diretto di Facebook, che di recente ha lanciato una pagina dedicata ai giornalisti desiderosi di incorporare i social media all'interno delle pratiche professionali. "Twitter for Newsrooms" vede coinvolti Chloe Sladden e Robin Sloan del media team, insieme a Erica Anderson, arrivata da poco dalla redazione di CBS News.

    Nel dettaglio, la guida per reporter include indicazioni su come condurre ricerche avanzate mediante l'uso di parole specifiche, hashtag o account. A coloro che intendono seguire più argomenti nello stesso momento, Twitter raccomanda l'uso di TweetDeck.

    Secondo gli osservatori, l'intenzione di proporsi come strumento utile a svolgere la professione giornalistica da parte di Twitter non rappresenta una novità, dal momento che il social network ha occupato una posizione prioritaria come fonte di informazione su alcuni degli eventi più drammatici degli ultimi tempi (dall'atterraggio d'emergenza sul fiume Hudson al terremoto in Cina fino al disastro di Haiti). Per non parlare della rilevanza ricoperta dai tweet nelle diffusione di informazioni sulle rivolte scoppiate in Mefioriente.

    Non è un caso, dunque, se alcuni dei giornalisti più celebri al mondo e interi network mediatici stiano pian piano prendendo confidenza con i cinguettii. Come Brian Stelter del New York Times, uno dei primi professionisti ad aprire la strada all'uso di Twitter nelle redazioni, o Andy Carvin della National Public Radio, diventato una voce imprescindibile via Twitter nel raccontare le rivolte scoppiate in Nordafrica. La stessa Sky di Rupert Murdoch ha deciso più di un anno fa di integrare l'uso di Twitter all'interno delle newsroom online di Sky News.


    Fonte: http://helpsystem.altervista.org

    Google+ e Facebook, il gioco delle somiglianze?

    “Google+ offre un layout che ricorda da vicino quello del più popolare dei social network: avrà la stessa fortuna?”



    Di Google+ e delle sue funzionalità si parla molto in giro. Il nuovo servizio è al momento nella sua fase di test, detta Field Trial. Per questo motivo, infatti, è possibile accedere solo su invito.
    Online è però già possibile trovare numerosi screenshot che mostrano, nel dettaglio, l'esperienza di utilizzo del nuovo servizio offerto da Google: l'arrivo di Google+ è coinciso, non a caso, con l'introduzione di una nuova barra nera che gli utenti troveranno anche sulla pagina del motore di ricerca. Il motivo è presto detto e diventa piuttosto evidente osservando le due immagini a seguire:
    Google plus
    Facebook
    Se notate più di qualche somiglianza, non preoccupatevi. Non siete i soli. Già, il layout con cui Google ha sviluppato Google+ ricorda molto da vicino quello di Facebook. E se le novità sono sicuramente tante e invitanti, l'aspetto non sembra essere niente di innovativo.

    Avira AntiVir Personal 10 SP2 propone WebGuard insieme con una nuova toolbar: che fare?

    Avira AntiVir Personal, versione completamente gratuita dell'antivirus del produttore tedesco, gode di una vasta base d'utenza.
    Nella giornata di ieri, Avira ha deciso di distribuire un corposo aggiornamento destinati agli utenti di AntiVir Personal. Battezzato Avira AntiVir 10 Service Pack 2, l'update del prodotto provvede ad attivare automaticamente la funzionalità WebGuard, mutuata dalle versioni a pagamento del software antivirus.

    E' infatti cosa nota come i siti web "compromessi" ovvero quelle pagine web che hanno subìto un attacco informatico (si pensi alle sempre più frequenti aggressioni di tipo "SQL injection"), siano una delle sorgenti attraverso le quali molteplici tipologie di malware riescono ad infettare i sistemi client.
    Dopo aver violato un sito web, il malintenzionato è infatti solito inserire – nelle pagine web – del codice malevolo che, sfruttando vulnerabilità note dei browser e del sistema operativo, può provocare l'installazione (automatica o meno) di elementi dannosi.
    Avira WebGuard, funzionalità in precedenza offerta solo agli acquirenti di una licenza a pagamento, offre proprio la possibilità di riconoscere le pagine web "maligne" bloccando i tentativi di download di materiale nocivo.

    L'unico "problema" è che, evidentemente in forza di un accordo commerciale stretto con Ask.com, gli utenti della versione gratuita di Avira AntiVir, per poter fruire di WebGuard, sono obbligati all'installazione di una barra degli strumenti aggiuntiva per Internet Explorer e Firefox (Avira SearchFree Toolbar). Si tratta della toolbar Ask.com personalizzata Avira che consente di effettuare ricerche personalizzate ma che in molti preferiscono non installare.

    Alcuni utenti si sono lamentati del fatto che, evitando l'installazione della barra degli strumenti, dopo l'applicazione dell'aggiornamento per Avira AntiVir Personal, la nota icona raffigurante un piccolo ombrello rosso (mostrata nella traybar di Windows) non si comporta più come in precedenza. Ossia, pur avendo aggiornato il software antivirus, il piccolo ombrello non sembra più aprirsi.

    Si tratta di un comportamento figlio dell'aggiunta della funzionalità "WebGuard": quest'ultima, infatti, viene automaticamente installata insieme con l'aggiornamento ma non viene mai, successivamente, abilitata qualora l'utente si fosse rifiutato di accettare la toolbar Ask.com.
    Cliccando due volte sull'icona di Avira AntiVir Personal, infatti, il nuovo componente Online protection viene, per qualche secondo, indicato come "Enabled" per poi passare allo stato "Disabled".
    Lasciando il puntatore del mouse sopra l'icona di Avira, nella traybar di Windows, si leggerà l'etichetta "WebGuard: unknown".

    Dopo il download del Service Pack 2 di AntiVir Personal, il pacchetto, a fronte di un riavvio del personal computer, mostra la finestra seguente:



    Se non si desidera installare la barra degli strumeneti di Ask.com, il consiglio è comunque quello di cliccare su Install now e scegliere la voce Modify:
    A questo punto, per evitare l'installazione della toolbar, si dovrà lasciare deselezionate entrambe le caselle riportate in figura:
    Alla comparsa della finestra che segue, si dovranno lasciare attivate tutte le caselle riportate in elenco:
    Infine, si potrà acconsentire al riavvio della macchina:
    Così facendo, non sarà installata la barra degli strumenti ma non si potrà però utilizzare nemmeno il nuovo componente WebGuard.

    Coloro che avessero cliccato sul pulsante Install later, alla comparsa della finestra iniziale, e volessero tornare a vedere aperto l'ombrello di Avira AntiVir Personal, possono accedere al Pannello di controllo di Windows, cliccare sull'icona Programmi e funzionalità od Installazione applicazioni, selezionare Avira AntiVir Personal – Free Antivirus quindi cliccare su Cambia:
    La procedura da seguire è quindi quella illustrata in precedenza (opzione Modify, disattivazione delle caselle relative alla toolbar Ask e così via). Anche in questo frangente sarà necessario, al termine dell'operazione, provvedere ad un riavvio del personal computer.

    Va detto che l'installazione del Service Pack 2 per Avira AntiVir Personal 10 è comunque un'operazione caldamente consigliata. L'update, infatti, mette a disposizione un motore di scansione aggiornato sia per quanto riguarda l'euristica che l'analisi comportamentale. Migliorate anche le abilità di riconoscimento ed eliminazione dei rootkit più aggressivi e persistenti oltre al resoconto testuale esposto alla fine di ciascuna scansione.

    Antibody è uno sparatutto gratuito... all'interno del corpo umano

    Antibody è un gioco gratuito per Windows dall'ambientazione piuttosto particolare. Nello stile dei migliori space shooter, ma ispirato a film quali Viaggio allucinante, vi trovate a combattere con una navicella spaziale virus e batteri all'interno del corpo umano.
    Il gioco è scaricabile da questa pagina: il download "pesa" ben 184 MB e questo è il link diretto per l'attuale versione 1.1.
    Muovendovi all'interno del corpo umano, attraverso strane gallerie e grotte (che, presumibilmente, rappresentano vene ed arterie), vi trovate a combattere con missili e mitragliatrici per distruggere chi attacca la vostra navicella.
    Per muovere la nave potete usare la tastiera (i tasti sono configurabili), mentre per sparare c'è il mouse.
    Ecco un video del gioco:



    Il titolo è decisamente coinvolgente e particolare: il problema è riuscire a rimanere vivi abbastanza a lungo per passare di livello!

    Fonte: http://helpsystem.altervista.org

    Authority, richiesta una moratoria sull'oscuramento dei siti

    Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, senatori del Pd, chiedono un'audizione urgente al presidente dell'Agcom. Si mobilita anche Antonio di Pietro.

    antonio di pietro agcom moratoria
    L'opposizione in Parlamento si attiva sulla nuova normativa che consentirà dal 6 luglio all'Agcom di bloccare l'accesso a siti italiani e stranieri che dovessero violare il diritto d'autore e la proprietà intellettuale, senza passare dall'autorità giudiziaria e con tempi molto brevi per contestare il provvedimento.
    Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, senatori del Partito Democratico, hanno chiesto un'audizione urgente presso la Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato di Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom.
    Secondo Vita e Vimercati, la nuova normativa "è un esercizio improprio della delega, tanto più che lo stesso Calabrò nella recente relazione al Parlamento ha dichiarato necessaria una norma primaria di legge. E' opinione comune in tante parti del Parlamento che, a questo punto, sia opportuna una moratoria, in attesa di una procedura istituzionalmente più corretta, non lesiva delle prerogative delle Camere".
    "Siamo fiduciosi" hanno concluso i due senatori "che proprio l'Agcom non voglia disattendere un principio generale, la cui violazione porterebbe a una quantità infinita di contenziosi".
    Anche Antonio Di Pietro si sta attivando. In un post sul suo blog si legge: "Non v'è dubbio che il diritto d'autore debba essere tutelato, ma questo non può permettere che si blocchi la libera circolazione delle idee in Rete. La delibera 668/2010 dell'Agcom invece è la premessa per una censura alla Rete che non ha paragoni con quanto accade in nessun Paese occidentale".
    Prosegue Di Pietro: "Già il primo dicembre 2010 avevo chiesto al ministro Romani, con un'interrogazione a risposta immediata, di spiegare quali fossero i presupposti per questa norma che per via amministrativa (e non legislativa) permette all'Agcom di emanare un decreto sul diritto d'autore che introduce la possibilità di inibire completamente la visibilità e l'accesso a siti posti anche fuori dal territorio italiano e di rimuovere in modo automatico censurando contenuti anche solo sospettati di violare le norme sul copyright. Ritengo altamente pericoloso e ingiustificato l'oscuramento dei siti senza passare attraverso l'autorità giudiziaria."
    "Ripeto quel che vado dicendo da tempo: agli utenti deve essere garantito il diritto costituzionale, ripeto costituzionale, per l'accesso libero alla rete senza obblighi, senza orpelli e senza limiti. Gli eventi degli scorsi mesi lo hanno dimostrato, cercare di bloccare la rete è come cercare di bloccare una goccia d'acqua nell'oceano".
    "Su questo argomento si è aperto un lungo dibattito in Rete e io credo che l'Agcom e il Governo farebbero bene ad ascoltare i diritti dei diretti interessati. Per questo, se la delibera dell'Agcom non verrà ritirata, l'Italia dei Valori parteciperà a tutte le iniziative e le mobilitazioni contro le censure in Rete e fuori dalla Rete".

    MySpace in vendita a prezzi stracciati

    Murdoch cederà il social network per 30 milioni di dollari. Licenziamento in arrivo per metà dei dipendenti.

    MySpace svenduto 30 milioni dollari Specific Media
    La lunga parabola discendente di MySpace sta per arrivare alla conclusione: pare che News Corp. abbia trovato un compratore.
    Il social network acquistato nel 2005 per 580 milioni di dollari cambierà di mano per una cifra che si aggirerà intorno ai 30 milioni di dollari, ancora meno del prezzo ipotizzato appena due mesi fa.
    Di ufficiale, al momento, non c'è niente ma le cifre derivano dalle indiscrezioni raccolte da Associated Press, che cita fonti affidabili.
    Queste fonti hanno anche indicato i nomi dei possibili compratori: il fondo di investimento Golden Gate Capital, la società attiva in campo pubblicitario Specific Media e il fondo Austin Ventures legato a Chris DeWolfe, cofondatore di MySpace.
    Al momento pare che l'acquirente più probabile sia Specific Media, ma non si può mai dire: del resto con ogni probabilità News Corp. annuncerà la vendita entro la fine della settimana, per far rientrare la cifra che incasserà nel bilancio della società prima della fine dell'anno fiscale, ormai in chiusura.
    Pare che non abbia proprio funzionato il restyling messo in opera lo scorso ottobre e che la concorrenza di Facebook, indicata come causa principale del crollo, sia davvero invincibile.
    Al momento MySpace può contare ancora 500 dipendenti; in contemporanea con la cessione si parla di un'ondata di licenziamenti che coinvolgerà circa la metà di essi.

    Fonte: Sito HelpSystem Informatic@